Martedì with 1.725 note / reblog
aliberarelemaree:

unpersempredentrounnumerofinito:

thegiuseppemaccaronelove:

” A me non è mai piaciuto/a. ” 
” Te l’avevo detto io… ” 
” Sei troppo buono… ” 
Già.

“Te l’avevo detto, sei troppo buona, non mi è mai piaciuto”


in effetti
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"Guarda. Guarda quella ragazza.
Lei si che é forte.
Ha superato tutto.
Le hanno ripetuto troppe volte che non era abbastanza, eppure lei ha fatto di più, per dimostrare il contrario.
Ha versato tante lacrime, è caduta, si è rialzata.
Nessuno si salva da solo, dicono. Ma lei è stata in grado di farcela, da sola.
Ora cammina, con un sorriso sul suo bel viso.
Un sorriso che sta per ‘Ehi, tu che mi ha fatto soffrire. Fottiti, ce l’ho fatta.’"
la-ragazza-buia. (via la-ragazza-buia)

(via demonineimieiocchi)

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my love, (by cassoday harder)
"Ci illudiamo del fatto di aver bisogno di qualcuno al nostro fianco per sopravvivere, questo è il problema."
Francesco Sidori (via francesco-sidori)

(via sarebbebello)

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marishorty:

Che sorriso stupendo… Perché mai starà piangendo? Sta di fatto che a guardarlo e riguardarlo senza togliergli gli occhi di dosso, sto piangendo anche io. Quei tagli che ha sulle braccia… 

Piange perché la vita tutt’a un tratto gli è crollata addosso, ha ascoltato delle voci che aveva in testa, delle voci che erano sussurri ma che qualcuno ha amplificato buttandogli contro la propria sofferenza e portandolo giù con sé, fino a provocare quei tagli, quelle lacrime. Dominik, così si chiama il ragazzo, è stato aiutato nel modo sbagliato quando si è ritrovato più vulnerabile del solito. Dominik è troppo buono, troppo fragile, troppo sensibile, troppo bisognoso di amore e non è riuscito a proteggersi da quella persona perché era l’unica che sembrasse ascoltarlo, capirlo, ma in realtà lo stava solo usando. A volte però si ha così disperato bisogno di affetto, che appena qualcuno ci dà anche la minima attenzione, di qualsiasi tipo, noi ci lasciamo trasportare, non rendendoci conto del male che ci viene fatto, perché il dolore che ci provoca il mondo rimane comunque maggiore, e quelle braccia tese verso di noi sembrano poterci proteggere almeno un po’, e con gli occhi pieni di lacrime, la vista offuscata, non notiamo la lama nascosta in una manica e con cui potremmo essere feriti.
Questa gif mostra Dominik nella propria camera, il luogo in cui si è rinchiuso per giorni interi a farsi del male fisicamente e psicologicamente. Quella dietro di lui è la porta di camera sua e dall’altra parte della porta c’è una psichiatra pronta a prescrivergli delle pillole senza veramente aiutarlo, perché i genitori di Dominik vogliono solo che loro figlio non risulti uno malato agli occhi del mondo, perché non vogliono fare la fatica di parlargli e di capirlo, vogliono solo che si riprenda alla svelta e torni a scuola, alla sua vita, a quella che loro gli hanno imposto, così la gente non potrà etichettarli come “i genitori con il figlio depresso”. Proprio in questa gif lui sta parlando con la psichiatra mentre la persona che l’ha portato fino a questo stato lo ascolta per webcam e gli dice cosa deve rispondere per far sì che gli vengano prescritte le pillole che quella persona userà per i propri scopi. 
Questa è una parte del dialogo tra Dominik e la psichiatra che gli ha appena detto che gli prescriverà delle pillole perché si è chiuso in camera sua, ed è una malattia.

"L’ansia mi distrugge, non riesco a dormire, vedo solo il lato peggiore di tutto. Voglio liberarmi di questo, voglio una vita normale” a questo punto Sylvia, così si chiama la ragazza che l’ha ridotto così, gli dice via webcam di fare in modo che gli prescrivano le pillole, perché a lei importa solo di quello. La psichiatra gli domanda "Ti sei fatto del male, volevi davvero ucciderti?", la risposta di Dominik è "Certo che no. In realtà non capisco le persone che tentano di uccidersi. Bisogna avere il coraggio di vivere, e loro sono dei codardi, narcisisti, egoisti che pensano che il mondo ruoti attorno a loro. Come puoi dar via il dono più prezioso che hai? Come puoi fare questo a te stesso e a quelli che ti amano? Non lo capisco, non voglio capirlo." a questo punto le lacrime iniziano a riempire i suoi occhi, il respiro si appesantisce, la voce si spezza mentre parla "Vivi per dare agli altri tutto ciò che puoi offrire" continua, e dopo queste parole, vedreste il sorriso mostrato in questa gif, quelle lacrime, quella tristezza e quella paura che ormai si sono impossessate di lui.

La scena che segue mostra la psichiatra che prescrive due medicinali a Dominik perché, dopo averlo ascoltato per due minuti, andandosene prima che finisse di parlare, ha ritenuto che lui soffrisse di depressione.
La storia prosegue, ma non vi dirò nient’altro. Guardate questo film, avvicinatevi a Dominik, lasciatelo entrare nel cuore e nella mente e scoprite come si conclude il film. Ne vale la pena, ve lo assicuro, vi aprirà gli occhi.

come si chiama il film??

Suicide Room

Devo vederlo.

Devo vederlo.
Venerdì with 1.688 note / reblog
"Non mi piace quando un guidatore comincia a chiamare stronzo un altro guidatore, solo perché magari si muove troppo lentamente.
“Guarda a ‘sto moscio cretino, muoviti, cazzo! Vado di fretta!”
E sbraita, sbraita, soffocato da un tempo impenetrabile.
Dicevo: non mi piace affatto. Lui non sa niente del guidatore lento. Assolutamente niente. Immaginate se gli fosse morto un caro amico 24 ore prima, e immaginate se il guidatore incazzato l’avesse saputo.
In che modo? be’, per esempio, se il guidatore lento avesse avuto la brillante idea di affiggere al cofano un cartello del genere: non rompete i coglioni, sono a lutto.
Il guidatore incazzato, alla vista di quel cartellone, l’avrebbe insultato alla stessa maniera?
Ovviamente no.
Perché noi esseri umani, per quanto proviamo a tenerlo nascosto, siamo dei grossi ipocriti.
E non c’è da sorprendersi se leggiamo sull’epitaffio di un libertino che fu un uomo sempre fedele!
E non c’è da sorprendersi se leggiamo sull’epitaffio di un politico che non rubò mai un centesimo!
Funziona così, qui da noi, sul pianeta Terra: quando sei vivo, ti rinfaccio i tuoi peccati; quando sei morto, eh… quando sei morto, ti assolvo.
E allora al diavolo la giustizia divina, no?
Ci siamo noi, giudici arrugginiti, a sentenziare in vita, e a perdonare in morte.
Una delle sentenze che più mi inquieta è quella che deriva dai pregiudizi.
Ieri hai visto una ragazza con le braccia e le gambe tatuate e, sottovoce, hai detto alla tua amica: “com’è che i genitori le hanno permesso di rovinarsi la pelle in quel modo?”
Quella ragazza è stata adottata, ma tu non potevi saperlo. E mi ci scommetto le gengive che, se l’avessi saputo, avresti taciuto.
Ieri, mentre eri a passeggiare, un uomo ti ha dato una leggera spallata. Hai cominciato a bestemmiare, facendogli capire, bruscamente, come si cammina.
Quell’uomo era cieco, ma tu non potevi saperlo.
E probabilmente, se lui si fosse scostato quegli occhiali scurissimi che portava, gli avresti persino sorriso.
Aveva ragione Pirandello: “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere, mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io, vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate, vivi gli anni che ho vissuto io, e cadi là dove sono caduto io, e rialzati come ho fatto io.
Ognuno ha la propria storia.
E solo allora mi potrai giudicare.”"

Sara Cassandra (via cassandrablogger)

Su queste parole ci si potrebbe fondare un articolo della costituzione. 

(via comefiocchidineve)

Geniale, come sempre.

(via cassandrablogger)

"Sono cambiato tanto perché in tempi cupi, un cane abbandonato impara a crescere dai lupi."
mezzosangue. (via pesantecomeunalibellula)

(via demonineimieiocchi)